Menzione speciale al documentario di Alberto Diana, Ferruccio Goia, Silvia Perra e Gaetano Crivaro
Importante riconoscimento internazionale per il cinema sardo: il documentario “Nella Colonia Penale”, firmato da Alberto Diana, Ferruccio Goia, Silvia Perra e Gaetano Crivaro, ha ricevuto una menzione speciale alla 3ª edizione del Festival Image Ouverte, svoltosi a Parigi dal 9 all’11 aprile.
Il premio è stato assegnato dalla giuria della sezione “Société Ouverte”, composta da Léandre Bernard-Brunel, Dieter Deswarte e Mopsa Wolff, che ha voluto valorizzare il film per la sua forza espressiva, il rigore stilistico e la profondità dei temi affrontati.

Nelle motivazioni ufficiali, la giuria sottolinea: “Siamo rimasti profondamente colpiti dal rigore formale del film e dalla potenza della sua fotografia. L’uso di lunghe inquadrature prolungate dimostra una notevole sicurezza nella forma, consentendo allo spettatore il tempo e lo spazio per immergersi completamente in ogni momento. A ciò si aggiunge un uso eccezionale del suono, che crea un’atmosfera suggestiva e ci immerge negli ambienti che il film costruisce con tanta meticolosità.
Attraverso questo approccio immersivo, il film ci invita a riflettere sul concetto di reclusione e su come trattiamo sia gli esseri umani che gli animali. In tal modo, solleva interrogativi più ampi sulla libertà. L’opera evoca anche la persistenza delle storie coloniali, spingendoci a considerare come tali spazi continuino a risuonare e a influenzare il presente. Siamo rimasti particolarmente colpiti dalla coesione raggiunta dai quattro registi. La loro collaborazione ha dato vita a un’opera unitaria e potente che continua a risuonare a lungo dopo la visione.”

La menzione speciale ottenuta a Parigi rappresenta un traguardo significativo non solo per gli autori, ma per l’intera giovane cinematografia sarda, sempre più capace di affermarsi nei contesti internazionali attraverso opere di qualità, ricerca artistica e forte valore culturale.
“Nella Colonia Penale” si conferma così un lavoro capace di dialogare con il pubblico europeo, affrontando con sensibilità e originalità temi universali come la libertà, la memoria storica e il rapporto tra individuo e istituzioni.

