L’associazione Malik ETS presenta la quinta edizione del progetto itinerante che porta il grande cinema sardo ispirato alla narrazione isolana nei paesi dell’Unione dei Comuni della Barbagia. Un’iniziativa che valorizza identità, cultura e territori dell’interno.
L’Associazione Malik ETS annuncia la nuova edizione di Visioni made in Sardegna – Il cinema incontra le piccole comunità, che nel 2025 si arricchisce del tema “Cinema e letteratura in Sardegna: un viaggio tra immagini e parole”. Nato nel 2021 per colmare il divario culturale nelle aree prive di sale cinematografiche, il progetto si è affermato come un appuntamento di riferimento per la promozione del cinema d’autore sardo e delle espressioni identitarie dell’isola.

Il valore dei territori
L’edizione 2025, in programma dal 4 al 29 dicembre nei centri dell’Unione dei Comuni della Barbagia, è sostenuta in modo determinante dalla Regione Autonoma della Sardegna grazie al contributo della Legge Regionale 15/2006, cofinanziata dall’Unione Comuni Barbagia e accompagnata da una rete di collaborazioni istituzionali tra cui spicca l’ISRE – Istituto Superiore Regionale Etnografico.
Il radicamento territoriale, da sempre elemento cardine della rassegna, è un principio pienamente condiviso dall’ISRE, che sottolinea attraverso le parole del suo presidente Stefano Lavra: «Il territorio non è solo paesaggio: è memoria, lingua e racconto. Portare la cultura nelle nostre comunità significa restituire voce alle identità che le abitano, trasformare la conoscenza in cura del luogo e costruire insieme un futuro che valorizza le radici come risorsa viva. Il cinema sardo svolge in questo quadro un ruolo fondamentale: racconta storie che nascono qui, preserva lingue e saperi, dà visibilità alle comunità dell’interno e crea ponti tra tradizione e contemporaneità, contribuendo alla crescita culturale, educativa ed economica del territorio.»
Dal 2021 Visioni made in Sardegna ha coinvolto un pubblico sempre più ampio, contribuendo alla valorizzazione delle opere cinematografiche sarde e alla crescita culturale delle aree rurali. Il percorso tematico 2025 unisce cinema e letteratura per raccontare la ricchezza narrativa dell’isola, trasformando le proiezioni in momenti di dialogo con autori, registi e studiosi. Portare il cinema nelle comunità dell’interno significa riconoscere e restituire valore al loro patrimonio culturale e umano: Visioni si conferma così uno dei modelli più efficaci di diffusione culturale nei piccoli centri, capace di coniugare qualità artistica, sostenibilità e partecipazione attiva.
Un impegno pienamente condiviso anche dalla Fondazione Sardegna Film Commission, partner strategico del progetto, che sottolinea attraverso le parole del direttore Andrea Rocco:
[inserire qui citazione direttore film commission su educazione all’immagine, rete territoriale, produzione locale]
Collaborano alla rassegna, oltre alla Film Commission e all’ISRE, l’Unione dei Comuni della Barbagia, i singoli Comuni coinvolti e la Società Umanitaria – Cineteca Sarda.
Cinema e identità: un dialogo aperto
Il programma 2025 si apre il 4 dicembre a Oniferi e si conclude il 29 a Ollolai, attraversando storie, luoghi e immaginari che compongono un unico grande racconto collettivo: quello di una Sardegna che dialoga con i suoi miti, le sue parole, le sue ferite e la sua memoria. La rassegna prende avvio con Grazia Deledda la rivoluzionaria (Cecilia Mangini, Paolo Pisanelli – 2021), documentario che riporta al centro la figura della prima donna Premio Nobel italiana, con uno sguardo poetico ed etnografico su una Sardegna di esclusi e irregolari, sorprendentemente contemporaneo.
A questa grande voce femminile del Novecento si affianca un’altra figura cardine della cultura sarda: Antonio Gramsci. Antonio Gramsci: i giorni del carcere (Lino del Fra – 1977), in programma a Gavoi, immerge il pubblico nell’ultimo tratto di vita del pensatore, tra resistenza morale e riflessione filosofica.
Il viaggio prosegue verso atmosfere più oniriche e simboliche con Nemos andando per mare (Marco Antonio Pani – 2025), una rilettura fantastica e collettiva dell’Odissea, dove pastori e marinai trasformano il poema omerico in una favola in bianco e nero sulla terra da cui si parte e si ritorna sempre.
La riflessione sul rapporto fra parola e immagine continua con Grazia, (Paola Columba – 2025), che rilegge gli anni di formazione di Deledda come un racconto di emancipazione e libertà, ritraendo la determinazione della giovane donna a conquistare la propria voce. Il tema della memoria civile trova spazio in La mia casa e i miei coinquilini – Il lungo viaggio di Joyce Lussu, (Marcella Piccinini – 2015), un ritratto di una delle intellettuali più coraggiose del Novecento, con la sua vita segnata dall’antifascismo militante e dalla lotta anti-colonialista.
Con l’opera Un’Odissea e rimas nobas (Ugo Tanda, Roberto Priamo Sechi – 2019) si indaga l’evoluzione della poesia sarda, dalla tradizione orale al riconoscimento contemporaneo, raccontando la forza di una lingua che resiste e si rinnova. Dai canti alla storia, dalle parole ai fatti realmente accaduti: Il Muto di Gallura (Matteo Fresi – 2021), tratto dal romanzo di Enrico Costa, riporta alla luce la vicenda crudele e appassionata di Bastiano Tansu e della faida di Aggius. Infine Balentes (Giovanni Columbu – 2024), che chiude la rassegna con una grande metafora sull’innocenza e il coraggio, ambientata nel 1940, raccontando i costi che i conflitti impongono ai più giovani.
Le scuole protagoniste: Heroes 20.20.20
Un ruolo centrale nelle finalità educative della rassegna è riservato alle scuole primarie del territorio, coinvolte nel percorso Heroes 20.20.20 – Gli eroi della sostenibilità, promosso dalla Fondazione Sardegna Film Commission. Si tratta di un’esperienza che unisce l’educazione all’immagine alla pratica ecologica: attraverso la visione di cortometraggi tematici, gli alunni si confronteranno con i temi della cura dell’ambiente, e saranno attivamente impegnati in laboratori creativi di riciclo, e piccoli esercizi narrativi dedicati alla sostenibilità.
Un modello radicato e replicabile
A cinque anni dalla sua nascita, Visioni made in Sardegna si conferma un modello culturale virtuoso la cui forza è amplificata da una solida rete di collaborazioni istituzionali. La continuità progettuale, assieme alle partnership strategiche con la Fondazione Sardegna Film Commission, l’ISRE e la Società Umanitaria Cineteca Sarda, essenziali per la valorizzazione delle opere, e il forte radicamento territoriale assicurato dalla collaborazione con l’Unione dei Comuni della Barbagia, rendono l’edizione 2025 un tassello significativo nel percorso di crescita della rassegna.
