“Alberi erranti” di Salvatore Mereu nel Concorso Internazionale e “L’estate che finì due volte” di Matteo Incollu in Locarno Kids Screenings: due opere profondamente legate all’Isola presentate in prima mondiale
Cagliari, 11 agosto 2026 – La Sardegna torna al centro di uno dei più prestigiosi appuntamenti del cinema internazionale con due opere sostenute dalla Fondazione Sardegna Film Commission selezionate alla 79ª edizione del Locarno Film Festival, in programma in Svizzera dal 5 al 15 agosto: Alberi erranti di Salvatore Mereu, in gara nel Concorso Internazionale, e L’estate che finì due volte di Matteo Incollu, presentato in concorso nella sezione Locarno Kids Screenings.
Due film differenti per linguaggio, generazioni e immaginari, accomunati da un rapporto profondo con la Sardegna, che non è semplice sfondo delle storie ma spazio narrativo, culturale e simbolico. La doppia presenza a Locarno restituisce così l’immagine di un comparto audiovisivo regionale capace di esprimere, accanto ad autori già riconosciuti a livello internazionale, nuove voci e nuovi percorsi cinematografici.
“Alberi erranti”: Salvatore Mereu nel Concorso Internazionale
Con Alberi erranti, Salvatore Mereu torna al lungometraggio portando sul grande schermo il romanzo Alberi erranti e naufraghi dello scrittore sassarese Alberto Capitta. Il film, della durata di 180 minuti, è stato selezionato nel Concorso Internazionale, la principale sezione competitiva del Locarno Film Festival.
Prodotto da Viacolvento con Rai Cinema, con il contributo del Ministero della Cultura e il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission, il film intreccia i destini di tre famiglie e costruisce una storia in cui realismo e dimensione fiabesca si incontrano per raccontare il conflitto tra generazioni, la ricerca della propria identità, il rapporto con la natura e la paura di ciò che è diverso.
Al centro della vicenda ci sono Piero Arca e suo figlio Giuliano, che vivono ai margini della città in una fattoria popolata dagli animali feriti che raccolgono e curano. Intorno a loro si muovono i Nonne, espressione di un mondo autoritario e ostile alla diversità, e la famiglia del notaio Branca. La scomparsa di Piero dà inizio al viaggio di Giuliano, trasformando la ricerca del padre in un percorso attraverso legami, conflitti, amore e bisogno di libertà.
Nel cast figurano, tra gli altri, Romeo Alexander Perrone, Giulia Maenza, Lorenzo Richelmy, Lupo Barbiero, Edoardo Raiola, Alessandro Haber, Massimo Popolizio, Alberto Cracco, Adriano Chiaramida, Sandra Toffolatti, Monica Demuru, Barbara Chichiarelli, Eugenia Costantini, Margareth Madé e Maximilian Dirr.
Come ha raccontato lo stesso Mereu a Locarno, gli “alberi erranti” evocano la condizione di chi è esposto al vento del destino ma conserva la possibilità di scegliere la propria direzione: una chiave che attraversa un film dedicato alla libertà di essere se stessi e, in particolare, al difficile rapporto tra le nuove generazioni e il mondo che gli adulti costruiscono intorno a loro.
“L’estate che finì due volte”: l’esordio di Matteo Incollu a Locarno
Accanto al film di Mereu, il 79° Locarno Film Festival ha ospitato la prima mondiale di L’estate che finì due volte (The Summer That Ended Twice) di Matteo Incollu, presentato il 9 agosto in concorso nella sezione Locarno Kids Screenings, dedicata a opere capaci di dialogare con il pubblico più giovane senza rinunciare alla ricerca cinematografica.
Il film è interpretato da Ginevra Mascia, Noé Frei Cruzinha, Felice Montervino e Francesca Spano ed è una produzione Mommotty, in associazione con Terra de Punt. È stato realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport – e con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission attraverso il Fondo Sardegna Ospitalità, del Comune di Cagliari – Film Commission e della Fondazione di Sardegna.
Tra i paesaggi sospesi della Sardegna, il film segue Alessandra, una bambina di undici anni che, dopo essere entrata in una casa considerata maledetta, scopre di essere capace di vedere i morti. Intorno a lei iniziano ad apparire figure misteriose e presenze provenienti da un mondo che sembra sovrapporsi progressivamente a quello reale. L’unico fantasma che Alessandra non riesce a incontrare è però quello che desidera maggiormente vedere: sua madre.
Tra racconto di formazione, fantastico e dimensione onirica, L’estate che finì due volte affronta l’elaborazione della perdita, il rapporto tra genitori e figli e il confine fragile tra infanzia e crescita. Al centro c’è anche l’amicizia con Matteo, che diventa per la protagonista un possibile legame con il mondo dei vivi mentre l’attrazione esercitata dalle presenze che la circondano diventa sempre più forte.
La presenza contemporanea di Salvatore Mereu e Matteo Incollu a Locarno rappresenta un risultato significativo per il cinema realizzato nell’Isola. Due generazioni e due modi differenti di raccontare la Sardegna, accomunati dalla capacità di trasformare il territorio, i suoi paesaggi e le sue suggestioni in materia cinematografica universale. La selezione dei due film conferma inoltre l’importanza delle politiche di sostegno all’audiovisivo portate avanti dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione Sardegna Film Commission, accompagnando produzioni e autori lungo percorsi capaci di raggiungere i più importanti contesti nazionali e internazionali.

