La Sardegna è protagonista alla 37ª edizione del Trieste Film Festival (16–24 gennaio 2026) con due importanti opere documentarie sostenute dalla Sardegna Film Commission e dalla Regione Sardegna, selezionate all’interno del programma di uno dei principali festival italiani dedicati al cinema d’autore e di ricerca.
Si tratta di Abele di Fabian Volti e Nella colonia penale di Gaetano Crivaro, Silvia Perra, Ferruccio Goia e Alberto Diana, due film che, attraverso linguaggi e prospettive differenti, raccontano territori, identità e marginalità profondamente legate alla Sardegna, confermando la vitalità del cinema documentario prodotto sull’Isola.
Abele, opera prima di lungometraggio del regista sardo Fabian Volti, è selezionato in concorso per il Premio Corso Salani, dedicato ai lungometraggi italiani indipendenti inediti nelle sale. Il film sarà proiettato oggi, 23 gennaio, alle ore 18.00 al Cinema Ambasciatori, alla presenza del regista. Girato tra Sardegna e Cisgiordania, il documentario costruisce un racconto corale che mette in dialogo il mondo dei pastori sardi e quello delle comunità beduine palestinesi, uniti da una comune dimensione di resistenza e marginalità. Abele è prodotto da Roda Film, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione Sardegna Film Commission, della Fondazione di Sardegna e del Ministero della Cultura, ed è stato presentato in anteprima internazionale all’IDFA di Amsterdam e ha partecipato a IsReal – Festival di Cinema del Reale 2025.

Nella colonia penale, film collettivo diretto da Gaetano Crivaro, Silvia Perra, Ferruccio Goia e Alberto Diana, sarà invece proiettato domani, 24 gennaio, alle ore 14.00 al Cinema Ambasciatori. Il documentario si immerge nelle tre colonie penali ancora attive in Sardegna – Isili, Mamone e Is Arenas – luoghi isolati e poco conosciuti in cui la detenzione si intreccia al lavoro agricolo e all’allevamento. L’opera, prodotta da Mommotty e sostenuta, tra gli altri, dalla Fondazione Sardegna Film Commission, ha già ricevuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio Marco Zucchi alla Semaine de la Critique del Festival di Locarno 2025 .
La presenza di due documentari sardi al Trieste Film Festival testimonia la forza e la maturità di un cinema capace di raccontare la Sardegna con uno sguardo contemporaneo, aperto al confronto internazionale e attento alle trasformazioni sociali, culturali e politiche del presente.
Con queste due opere, la Sardegna conferma il proprio ruolo di laboratorio creativo del documentario italiano e di territorio capace di attrarre e sostenere produzioni di alto profilo artistico, rafforzando la propria visibilità nei principali contesti festivalieri nazionali e internazionali.

