Il clima mediterraneo è tipico di gran parte della Sardegna, tranne alcune zone interne contraddistinte da tratti più rigidi.

Lungo le zone costiere, dove risiede la gran parte della popolazione, si hanno inverni miti grazie alla presenza del mare, con nevicate rare, all’incirca ogni 5 – 10 anni, temperatura quasi mai sotto lo zero, estati calde e secche; la bassa umidità e la notevole ventosità permettono di sopportare facilmente le elevate temperature estive, capaci di raggiungere i 35 – 40 °C.
Nelle zone interne il clima è più rigido. Sui monti del Gennargentu nei mesi invernali, spesso, nevica e le temperature scendono sotto lo zero. D’estate la temperatura è fresca, soprattutto durante le ore notturne, e, raramente, caldo per molti giorni consecutivi.

Le precipitazioni sono scarse lungo le coste e nella zona meridionale, con medie inferiori ai 500 mm annui; in particolare, la località di Capo Carbonara fa registrare il valore minimo assoluto sia della regione che dell’intero territorio nazionale italiano, con una media di soli 266 mm annui. Nelle aree interne la piovosità media è di 500-800 mm. e in prossimità dei principali rilievi montuosi, si registrano i valori pluviometrici maggiori dell’intera regione.

La Sardegna è una regione ventosa. Il vento dominante è il maestrale, ma si riscontra anche una certa frequenza dello scirocco. Il primo mitiga le temperature estive, per la sua velocità, si rivela talvolta dannoso per l’agricoltura e per la propagazione degli incendi. Il regime dei venti ha favorito l’installazione di numerosi impianti eolici sui crinali di alcuni rilievi e in alcune aree industriali.

 

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