INFRASTRUTTURE

Stazione Ferroviaria, Palau

La linea ferroviaria di Palau è parte del percorso Sassari-Nulvi-Tempio-Palau. Si tratta di un servizio turistico del ‘Trenino Verde’, attivo durante l’estate o in altro periodo dell’anno su prenotazione, ed è gestito dalle Ferrovie della Sardegna. La stazione è all’interno di Palau, cittadina situata in una delle più scenografiche ramificazioni della costa nord-orientale della Sardegna, di fronte all'isola della Maddalena. Il paese si contraddistingue per coste artisticamente modellate dalla natura, uniche al mondo. Punto d'imbarco obbligato per le isole dell'arcipelago della Maddalena, il paese deve la sua fortuna anche alla ferrovia a scartamento ridotto di cui la stazione fa parte integrante. La vita ruota attorno ai moli e agli ormeggi del porto turistico. Come arrivare In prossimità del porto marittimo di Olbia, si prende la SS 125 in direzione di Arzachena/Santa Teresa di Gallura e si prosegue direttamente per Palau. Per arrivare alla stazione ferroviaria si seguono le indicazioni stradali.

Stazione Ferroviaria, Tortolì

Nella stazione di Tortolì è prevista una fermata del trenino verde proveniente da Cagliari/Mandas/Sadali e che giunge sino ad Arbatx. Il caseggiato, pur essendo di non recente costruzione, è ancora ben mantenuto. La rete ferroviaria è a scartamento ridotto. Situata nel cuore dell'Ogliastra, la città di Tortolì che condivide con Lanusei il ruolo di capoluogo della provincia, sorge in una vasta pianura che si protende verso il mare. L'interesse per il territorio è dato sia dalle numerose testimonianze storico-artistiche che dalle meraviglie naturalistiche dovute in particolare alle sue particolarissime coste. Tra le spiagge più belle possiamo ricordare Basaùra, Cea e il Lido di Orrì, con la loro sabbie finissime e bianche. Tra le tante testimonianze storiche che costellano il territorio tortoliese, si ricorda il complesso nuragico di S'Ortali 'e Su Monti, nella piana retrostante la spiaggia di Orrì. Il complesso comprende un nuraghe monotorre con antemurale e annesso villaggio, purtroppo in pessime condizioni, una tomba dei giganti, tre menhir e una seconda cortina muraria. Vanno certamente menzionate come meta di visita anche le torri costiere. Nel 1995 è stato fondato il Museo d'arte contemporanea a cielo aperto "Su logu de s'iscultura", dove la scultura dialoga con la natura in un rapporto diretto tra individuo e opera d'arte. Come arrivare Tortolì, situata nella costa centro orientale della Sardegna, è raggiungibile percorrendo la dorsale SS 125 che da Cagliari porta a Olbia, la c.d. Orientale Sarda.

Rettifilo Porru Bonelli, Gonnosfanadiga

Il rettifilo è l’arteria principale di Gonnosfanadiga, paese che sorge sulle pendici orientali del Monte Linas, conosciutissimo per l’olio d’oliva. Nel suo territorio, infatti, si produce e si vende uno degli oli più buoni prodotti in Sardegna. Si possono anche visitare diverse chiese di rara bellezza come Santa Barbara, Sant'Elia, Sant'Efisio, Sacro cuore e la recente chiesa della Beata Vergine di Lourdes. Sempre nel territorio di Gonnosfanadiga è possibile visitare l’ex miniera di Perd'e Pibara. Come arrivare Partendo dalla SS 131 all’altezza di Sanluri, si prende la SS 197 in direzione di San Gavino Monreale/Guspini. Dopo aver percorso circa 15 km, si svolta a sinistra sulla SP 57 e si prosegue per Gonnosgfanadiga.

Ponte sul Rio Campuomu, Sinnai

Il Ponte sul Rio Campuomu, al Km 31 della statale 125, chiamata anche l’Orientale Sarda, è incluso in un contesto ambientale non compromesso, pur essendo, per alcuni tratti, visibilmente antropizzato. Il ponte si inserisce armonicamente nell’ambiente naturale, grazie anche alla presenza di graniti e oleandri rosa che circondano la struttura. L’intero territorio è coperto da macchia mediterranea. Tra la vegetazione riparia autoctona numerosi eucalipti si riflettono nelle acque del Rio Campuomu. Come arrivare Partendo da Cagliari si percorre il Viale Poetto sino all’incrocio con la SS 554, all’interno di una rotatoria stradale. Si svolta nella seconda a destra e si raggiunge il cavalcavia che permette di immettersi nella SS 125. Si prosegue lungo questa strada sino al ponte, al km 31.

Ponte sul Flumendosa, Gadoni

Il Ponte sul Flumendosa è la via di collegamento tra due comuni e due province, rispettivamente, Seulo e Gadoni, Cagliari e Nuoro. Il ponte, che sovrasta uno dei fiumi più importanti della Sardegna, è stato costruito a pochi chilometri dal paese, in una vallata ricca di boschi di lecci, roverelle, sugherelle e macchia mediterranea. Gadoni è un piccolo centro minerario situato al margine meridionale della Barbagia di Belvì. Notevoli sono le imponenti rocce calcaree che si presentano come tacchi e che a loro volta poggiano su basamenti di arenaria da dove sgorgano sorgenti d'acqua fresca e cristallina. Il Flumendosa stesso crea suggestivi scenari con laghi, piccole cascate, boschi e gole. Come arrivare Partendo da Nuoro si prende la SS 389 verso il centro Sardegna, per circa 25 km, sino all’incrocio con la SP 30, poi si svolta a destra e si prosegue per Fonni, Tonara, Belvì, Aritzo e Gadoni. Dal paese di Gadoni si seguono le indicazioni per Seulo.

Ponte della ex ferrovia, Siliqua

Il Ponte ferroviario in cui passava la linea Siliqua-Calasetta è inserito in un contesto ambientale molto suggestivo dove la macchia mediterranea offre uno sfondo scenografico naturale. Il comune di Siliqua si estende in una zona pianeggiante nella valle del Cixerri, fiume della Sardegna meridionale lungo circa 40 km. Tra i monumenti di notevole interesse archeologico sparsi nel territorio, troviamo la tomba dei giganti chiamata "Sa Domu e' S'Orku", imponente sepoltura di epoca nuragica, "Sa Perda Fitta" conosciuta anche con i nomi di "Su Cuaddu de Sa Mongia" o "Perda Managus" e numerosi nuraghi. All'epoca romana risalgono i resti di un acquedotto che da Siliqua arrivava fino a Cagliari e una necropoli venuta alla luce nei pressi del paese. Nel periodo tardo antico Siliqua andò spopolandosi. Il paese medievale è attestato per la prima volta nel 1272 e venne molto probabilmente ripopolato dagli abitanti del vicino borgo di "Aqua Frigida". Nel territorio di Siliqua sono infatti presenti i resti del castello di Acquafredda, meglio conosciuto come il castello di Ugolino della Gherardesca, conte dei Donoratico. Dal punto di vista ambientale, lungo la strada per Giba, si può ammirare il suggestivo panorama offerto dal lago e dalla diga di Bau Pressiu. Come arrivare Partendo da Cagliari si percorre la SS 130. Dopo circa 30 km, all’incrocio con Siliqua, si svolta a destra sul cavalcavia, si prosegue per il paese e da lì si chiedono le informazioni per raggiungere il ponte.

Diga di Santa Chiara, Ulà Tirso

L'imponente diga di Santa Chiara fu costruita tra il 1918 e il 1924: può essere considerata un vero e proprio monumento di archeologia industriale, particolarmente importante perché rese possibile la formazione del lago Omodeo, il bacino artificiale più grande d'Europa. Grazie alla centrale idroelettrica, che fu costruita a valle della diga, Ulà Tirso è stato il primo paese in Sardegna a poter usufruire dell'energia elettrica. Ulà Tirso è un piccolo centro agricolo situato in un'ampia vallata bagnata dal fiume Tirso e che si affaccia sulla riva sinistra del lago Omodeo. Il paese si trova alle falde di un anfiteatro naturale in trachite e la sua particolare posizione geografica permette di ammirare un panorama affascinante e selvaggio. Il suo territorio risulta abitato sin dall'età prenuragica come dimostrano numerose testimonianze archeologiche risalenti al Neolitico, anche se il periodo storico che ha lasciato più segni è stato quello della dominazione romana. Meritano un'attenzione particolare la chiesa parrocchiale di Sant'Andrea, la chiesa di Santa Croce e quella di Santa Chiara. Come arrivare Partendo dalla SS 131 all’altezza di Oristano in direzione di Sassari, si percorre la strada sino all’incrocio con la SP 23, da percorrere per circa 10 km. All’incrocio con la SP 11 si svolta a sinistra e si prosegue per Ulà Tirso. Per la Vecchia diga si seguono le indicazioni.

IMPIANTI SPORTIVI

Free Climbing sul Monte Arci, Morgongiori

Sul Monte Arci, ricco di rocce basaltiche e di falesie, si pratica ormai da anni il free climbingi, in un ambiente naturale e per certi versi incontaminato. E’ in fase di istituzione il Parco del Monte Arci, con un territorio di circa 13.500 Ha. Tale area ricade amministrativamente nei Comuni di Ales, Marrubiu, Masullas, Morgongiori, Palmas Arborea, Pau, Santa Giusta, Siris, Usellus, Villaurbana e Villaverde. La particolarità del territorio è costituita dalla presenza di importanti formazioni vulcaniche e di minerali come l’ossidiana. Il Monte Arci è stato sede di preistoriche forme di raccolta e produzione di utensili in pietra e presenta una foresta di leccio e macchia mediterranea evoluta ancorchè degradata in varie zone. L’area annovera cinghiali, volpi, gatti selvatici, martore, donnole, ed era un tempo popolata da cervi e daini (oggi in ripopolamento). Ricca l’avifauna: colombacci, ghiandaie, upupe corvi, cornacchie, numerosi fringillidi; tra i rapaci il falco pellegrino, lo sparviero, l’astore, il gheppio, il falco grillaio. Il Monte Arci, per gli aspetti collegati all’estrazione dell’ossidiana, dichiarati dall’UNESCO Patrimonio d’interesse Internazionale, costituisce l’area 1 del Parco Geominerario della Sardegna. Come arrivare Partendo dalla SS 131 all’altezza di Oristano in direzione di Cagliari, si percorrono circa 29 km prima di raggiungere il cavalcavia che permette immettersi sulla SP 47. Si percorre questa strada per altri 12 km e si arriva a Morgongiori. Da centro del paese si seguono le indicazioni per il Monte Arci.

Tanka Golf Club, Villasimius

Il Tanka Golf Club è un campo in erba a 18 buche, situato in una posizione che consente di ammirare il bellissimo mare di Villasimius. E’ lungo quasi 5,5 chilometri e vi si può accedere direttamente dal Resort. L’apertura è stagionale, da maggio a ottobre. Le attrattive del territorio circostante sono innumerevoli. Come arrivare Da Cagliari si percorre la strada che porta al Poetto, la spiaggia di Cagliari, e da lì si percorre il litorale di Quartu Sant’Elena, Via Leonardo da Vinci, sino all’incrocio con la SP 17. Si prende questa strada e si prosegue sino a Villasimius. Dal paese si seguono le indicazioni per il Resort.

Puntaldia Golf Club, San Teodoro

Il Golf Club Puntaldia, con una suggestiva vista sul mare, è stato realizzato su un terreno immerso nella macchia mediterranea. Il Club, aperto da maggio a ottobre, è dotato di tutti i servizi e di un campo a nove buche lungo quasi 3,5 km. La costa intorno è ricca di cale e insenature rocciose ma anche di spiagge. Il paese di San Teodoro è oggi conosciuto per essere una delle mete più ambite del turismo in Sardegna. Offre al turista tantissimi servizi che vanno dalle innumerevoli strutture alberghiere ai divertimenti su spiaggia e alle escursioni nelle zone interne. Sarà sicuramente suggestiva una passeggiata nel centro del paese dove si potranno visitare le chiese di Sant'Andrea e Sant'Antonio. Il borgo è inoltre rinomato per la sua vita notturna e per la presenza delle più grandi ed esclusive discoteche della costa nord occidentale della Sardegna. Come arrivare Partendo da Olbia si prende la SS 125 in direzione di Siniscola/Nuoro. A Porto San Paolo, dopo circa 25 km, si svolta a sinistra per Puntaldia e si seguono le indicazioni per il Golf Club.

Piscina Is Arenas, Ortacesus

La piscina di Ortacesus, circondata da un bellissimo prato verde, è inserita in un contesto ambientale tipicamente mediterraneo. La struttura è dotata di tutti i servizi e di tutti i comfort, una piscina coperta (25X10) e una scoperta (60X21 / 2000 mq), più una vaschetta giochi. L’originale piscina scoperta ricostituisce la spiaggia con tanto di sdrai e ombrelloni e con la profondità dell’acqua che aumenta man mano che ci si allontana dalla “riva”. Fanno parte dell’impianto sportivo anche un campo da calcetto e un punto ristoro Come arrivare Partendo da Cagliari si prende la SS 131 in direzione di Sassari. Percorsi circa 17 km, superato il paese di Monastir, si svolta a destra sulla SS 128 e si prosegue per Senorbì. Da Senorbì si prende la SP 41 per Ortacesus e si seguono le indicazioni per la Località Is Arenas.

Ippodromo di Chilivani, Ozieri

L’ippodromo di Chilivani nasce come istituzione socio-sportiva e culturale nel 1876, quando viene fondato, ad Ozieri, il Deposito Stalloni per la Sardegna. Nel deposito stalloni di Ozieri era selezionato il cavallo anglo-arabo-sardo e oggi vengono fecondate 1.600 fattrici. L’ippodromo vero e proprio è del 1921. Dotato di tutti i più moderni servizi, ospita ogni anno le più importanti competizioni ippiche della Sardegna. La pista da corsa, ad anello, ha uno sviluppo di 1.460 metri, una larghezza massima di 30 metri ed una minima di 26. La tribuna ha 1.200 posti a sedere. E’ situato in una piccola piana a breve distanza da Ozieri, cittadina ricca di monumenti e testimonianze archeologiche. Da segnalare anche il singolare museo della cultura materiale, ‘La Taverna dell'Aquila’, e il Civico Museo Archeologico. Tra gli eventi si ricorda la festa di Sant’Antioco di Bisarcio (uno dei più importanti monumenti romanici dell’isola) che prevede una processione, balli e spettacoli folkloristici. Ozieri è molto rinomata per la produzione artigianale di dolci, tra cui i noti sospiri in pasta di mandorla, e la spianata, tipico pane locale. Come arrivare Partendo da Sassari si imbocca la SS 131 in direzione di Cagliari; dopo circa 16 km si svolta a sinistra sulla SS 597. Percorsi altri 26 km, nelle vicinanze della chiesa dedicata a “Sant’Antioco di Bisarcio” si incrocia la SP 63, si svolta a destra e si prosegue per l’ippodromo di Chilivani.

 

AREE DISMESSE

Parco dei Suoni, Riola Sardo

Il Parco dei suoni, disegnato dagli architetti Perra e Loche, si trova nelle cave di arenaria dismesse di Su Cuccuru Mannu. Nasce per la diffusione della musica, sfruttando anche la particolare conformazione dello spazio. L'abitato di Riola Sardo si adagia sulla sponda sinistra del corso d’acqua Rio Foghe. Intorno al paese si dispongono zone umide di interesse naturalistico, mentre nel tratto costiero svetta sul mare la falesia di Roia de Cantaru. Il territorio è costellato di nuraghi: vi si trovano i monumenti di Oresimbula, de Priogu, Biancu e Zuaddas. All’interno dell'abitato riveste un interesse storico e culturale la chiesa parrocchiale di San Martino, risalente al XVI secolo ma di fondazione più antica. Come arrivare Partendo da Oristano si prende la SP 56 in direzione del Ponte del Rimedio. Al cavalcavia si prosegue in direzione di Riola Sardo sulla SS 292. Dal centro abitato di Riola si seguono le indicazioni per la zona parco.

Il vasto e interessante complesso – che sorge in un'area compresa tra lo stagno di Molentargius e la spiaggia del Poetto – era utilizzato per la raccolta del sale già da Punici e Romani e poi, nell'XI secolo, dai monaci vittorini. L'attività estrattiva, continuata nel corso dei secoli con le "corvées" degli abitanti dei paesi limitrofi e il lavoro dei forzati, fu interrotta nel 1985 a causa dell'inquinamento dell'area chiamata ‘Bellarosa Minore’. La sistemazione attuale risale principalmente agli anni intorno al 1930, quando su iniziativa del Monopolio di Stato si attivò un complesso intervento attuato dal direttore delle Saline che disegnò sia i luoghi del lavoro, sia le residenze per i dipendenti. Un’importante costruzione è la chiesa del Sacro Nome di Maria (1934), in forme neomedievali, seguita dalla palazzina della direzione, con richiami neogotici. In prossimità della cabina elettrica realizzata in mattoni rossi, come tutte le altre costruzioni, si apre un viale alberato, con una doppia fila di "Ficus retusa", che conduce alla zona residenziale: una piazza interna dove sorgono le palazzine con motivi decorativi Liberty. Si trovano ancora l'officina delle locomotive usate per il trasporto del sale, e, superato il ponte, il Dopolavoro dei salinieri (1932), trasformato in Teatro nel 1991. I locali del dopolavoro sono divenuti gli ambienti di servizio del teatro ed ospitano, tra l’altro, una Biblioteca dello Spettacolo a disposizione del pubblico. Proseguendo lungo il canale di via della Palma, sulla destra sono visibili gli impianti sussidiari alla lavorazione del sale e la palazzina dei sali scelti, sede del Consorzio del parco naturale regionale Molentargius-Saline, destinato a gestire la vasta zona umida, e gli edifici dismessi della lavorazione del bromo e dei sali potassici, ormai esempi di archeologia industriale. Nel 1977 la zona umida circostante fu inserita tra i siti riconosciuti dalla Convenzione di Ramsar come habitat ideale per l'avifauna. Come arrivare Le saline sono in prossimità del centro abitato, nella periferia est, a poca distanza dalla spiaggia del Poetto.

Gairo Vecchia, Gairo

Il paese sorge in una zona particolarmente colpita da fenomeni alluvionali dove il terreno ha ceduto più volte, rendendo le case insicure e malsane. Dopo l’alluvione del 1951, gli abitanti hanno iniziato ad abbandonare il piccolo centro, ormai totalmente disabitato da più di 45 anni. Il nuovo paese è stato costruito in una zona sicura e al riparo da smottamenti e frane. La zona è ricca di una fauna assai varia e di attrattive naturali come la punta di "Perda 'e liana" e "Taccu isara", la grotta di "Sa rutta 'e su marmu" e quella di "Sa rutta 'e is ossus". Come arrivare Partendo da Tortolì si prende la SS 198 in direzione di Lanusei. Superato il centro abitato si prosegue per Gairo Vecchia seguendo le indicazioni.

Cava Usai, Villasimius

Nell’area, affacciata su una delle più belle zone costiere della Sardegna, sono presenti solo pochi edifici. Dalla cava si estraeva granito e la sua lavorazione ha a lungo costituito una delle più importanti fonti di reddito degli abitanti di Villasimius. L’attività fu avviata nella seconda metà dell’Ottocento da una coppia di fratelli originari della Toscana, in seguito subentrò la Ditta Usai dai primi anni del Novecento sino alla chiusura negli anni Cinquanta. Il granito estratto dagli scalpellini, semilavorato in loco, è stato utilizzato nella realizzazione di grandi opere pubbliche. Come arrivare Partendo da Cagliari si percorre il Viale Poetto sino alla rotatoria per il Margine Rosso/Villasimius. Si svolta a destra lungo la litoranea che porta direttamente all’innesto con la SP 17, dopo aver percorso circa 25 km. Da lì si prosegue lungo la costa in direzione di Villsimius. Si attraversa il paese e si seguono le indicazioni per la Cava.

 

BIOARCHITETTURA